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Tra storia e natura Tour della Grecia dal 14 Settembre al 10 Ottobre 2007 con Anna e Lorenzo
Contattati dall’amico Michele Arancio, presidente del Traiano Camper Club, abbiamo aderito al suo invito di partecipare al tour della Grecia. Il programma esponeva un itinerario piacevole attraverso un paesaggio vario e interessante. Arrivati ad Igoumenitsa, dopo una tranquilla traversata, incontriamo i camperisti giunti da Bari. In tutto c’erano 35 camper provenienti da Austria, Campania, Emilia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Sicilia, Veneto. Sosta a Ioanina per una veloce visita. Piacevole la passeggiata sul lungolago fino a raggiungere il dedalo delle strette vie dove sono presenti molte botteghe di souvenir. Proseguiamo verso Kalambaka e per qualche chilometro si hanno ampie vedute panoramiche sul lago e su Ioanina incorniciata da maestose montagne. Superato il passo di Katara, m. 1705, il più alto valico stradale della Grecia, arriviamo a Kalambaka, punto di partenza per la visita alle Meteore, una fantastica “foresta” di vertiginosi pilastri di roccia di colore grigio scuro sui cui cucuzzoli sono arroccati i monasteri. Un luogo davvero incredibile!! Dei vari monasteri ne visitiamo solo uno. Attraverso rampe di scale e scuri corridoi scavati nella roccia arriviamo, con un gran fiatone, al Monastero della Grande Meteora fondato nel 1356, ricco di reliquie e opere d’arte. E’ da brivido pensare che prima del 1922 i monaci scalavano le rocce delle Meteore per mezzo di una serie di impalcature sostenute da travi fissate nella roccia. Più tardi questo sistema fu sostituito da lunghissime e vertiginose scale di corda. Quelli che non osavano servirsene erano tirati su, chiusi in un sacco di rete, da un argano fino ad una torre a strapiombo. La salita durava circa mezz’ora, mezz’ora di angoscia sospesi in una rete che girava in cerchio nel vuoto (assolutamente meglio il fiatone). Successivamnte visitiamo la città di Kastoria, sull’omonimo pittoresco lago, con ricche chiese bizantine. La città è nota da oltre 500 anni per la lavorazione e il commercio delle pellicce. Il sindaco della città, venuto a conoscenza della nostra numerosa presenza, ci ha riservato un piazzale per la sosta e il giorno successivo, dopo un rinfresco in Comune, ci ha fatto scortare dalla polizia per fare il giro del lago, assolutamente impossibile da effettuare da soli. Inoltre ha telefonato al collega di Edessa per avvisare del nostro arrivo e questi ci ha riservato un adeguato posteggio. Edessa è una cittadina con un bel paesaggio dove i torrenti che scorrono attraverso la città confluiscono in alte cascate che cadono lungo una verdeggiante rupe. Raggiungiamo poi Salonicco, seconda città e secondo porto della Grecia. Ha un aspetto in prevalenza moderno dovuto alla ricostruzione fatta dopo il disastroso incendio del 1917 e al forte terremoto del 1978 che danneggiarono la maggior parte dei monumenti della storia antica. Il centro cittadino si trova nell’ampia e bella piazza Aristotele, aperta sul mare, dalla quale si dipartono i viali della città che, oltre a negozi di lusso, fanno scoprire chiese bizantine. Ai negozi di lusso si contrappone un grande mercato vociferante con numerose bancarelle che espongono frutta, verdura, tantissimo pesce, granaglie, abbigliamento e altro. E’ paragonabile ai mercati di Palermo e di Catania. Le antiche mura, erette da Teodosio, circondano la parte alta della città, con antichi quartieri miracolosamente salvati dall’incendio del 1917. Da una massiccia torre si gode di un ampio panorama di Salonicco e del suo golfo. Importante è la chiesa di San Demetrio, patrono della città, che conserva le reliquie del Santo. Abbiamo poi trascorso alcuni giorni di relax al mare sulla penisola di Kassandra e di Sithonia. Qualcuno è anche riuscito a pescare dei polpi, delle murene, dei ricci di mare. Si riparte per Delfi, incastonata nella cornice montuosa del Parnaso. Anche se già avevamo visto questo luogo qualche anno fa, restiamo conquistati dal suo suggestivo fascino. Un’ottima guida ci ha dapprima illustrato le opere d’arte del Museo (splendida la statua di bronzo dell’Auriga del 478 a.C.) poi la zona archeologica le cui antiche rovine sono sull’erta salita che porta al Tempio di Apollo, al teatro e allo stadio. Il panorama offre la visione di un “mare di ulivi” circa 400.000 alberi. Nel trasferimento verso Atene facciamo una breve sosta per ammirare il Monastero di Ossios Loukas, uno dei più importanti monumenti bizantini della Grecia, sperso tra le montagne, con pregevoli affreschi e mosaici. Questo luogo isolato fu scelto da Luca lo Stiriota per vivere da eremita. Finalmente eccoci ad Atene che si presenta come un mare di cemento, pochissimo verde, traffico caotico. Si è quasi tentati di scappare se non fosse che, ben conosciamo sin dai tempi delle scuole, conserva numerose e straordinarie testimonianze di tempi antichi. Abbiamo una panoramica di alcuni “tesori” della città con il giro turistico in pulman, commentati esaurientemente da una capace guida. Visita al Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti musei al mondo, che racchiude reperti di inestimabile valore e bellezza. Successivamente salita all’Acropoli sotto un sole cocente anche se è il primo di ottobre. Sono in corso importanti lavori di restauro che, in parte, diminuiscono la sua affascinante atmosfera ma il maestoso Partenone, il portico delle Cariatidi, il teatro di Dionisio sono comunque straordinari. Breve visita all’antico e caratteristico quartiere Plaka, un dedalo di stradine straripanti di piccoli negozi colmi di souvenir, di taverne, di ristoranti. Una gita in pulman ci porta a Caposunio “promontorio sacro” della tradizione omerica. Spicca maestoso il tempio di Poseidone, dio del mare. Da mozzafiato la visione del tramonto infuocato sul mare, sulle isole e sulle coste. Non può mancare una sosta al noto canale di Corinto, straordinaria opera di ingegneria realizzata tra il 1882 e il 1893, lungo 6243 m., largo 24,6 m., profondo 8 m. Gli argini che lo fiancheggiano, nel punto più alto raggiungono i 79,5 m, sperando di veder passare qualche imbarcazione. Speranza delusa! tra l’altro, attualmente, il canale può essere percorso solo da qualche traghetto o nave da crociera con l’aiuto di rimorchiatori. Raggiungiamo Misene racchiusa da “mure ciclopiche” realizzate con massi grezzi non tagliati con spessori tra i 3 e gli 8 metri. Si estende su una collina rocciosa in una cornice di montagne aride e brulle. Mastodontica la “Porta dei Leoni”, interessanti le rovine delle Tombe Reali, del Palazzo, della cisterna situata a 18 m sotto terra. Altra sosta per visita alla zona archeologica di Tirinto cinta da mura ciclopiche. A Tolo, approfittando di un giorno di riposo, lasciamo la compagnia per una escursione alla penisola dell’Argolide meridionale. Percorriamo strade panoramiche in una alternanza di colline coperte da pinete e oliveti, paesini, coste frastagliate, scorci sulle isole. Splendida la visita della città di Poros, sull’omonima isola, che si riflette sul mare. Ci fermiamo ad ammirare il teatro Epidauro. Anche se già lo avevamo visto, siamo rimasti nuovamente incantati da questa meraviglia (una delle sette della Grecia) per la sua bellezza e per lo scenario che la circonda. Attraverso una verdeggiante strada di montagna raggiungiamo Olimpia e, nell’ultimo tratto, siamo rimasti costernati e impressionati constatando i danni ambientali causati dai recenti vasti incendi. Le rovine di Olimpia testimoniano la grandezza e lo splendore di questo luogo della Grecia antica. I giochi avvenivano in onore degli dei e in questa occasione erano sospese tutte le guerre (ai tempi nostri, invece, succede il contrario). Interessante il Museo che raccoglie i reperti originali degli scavi. La guida ha puntigliosamente precisato che nei musei greci non esistono copie. Ormai siamo quasi alla fine del viaggio. Una sosta al piccolo paese di Ammoudia alla foce del fiume Acheronte. In battello abbiamo percorso i 5 km del mitologico fiume dove Caronte traghettava nell’aldilà i morti. Altra sosta a Parga, grazioso paesino ai piedi di un verde promontorio racchiuso in una doppia insenatura, con veduta di vari isolotti rocciosi. Ci imbarchiamo a Igoumenitsa e dopo una liscia traversata eccoci di nuovo in Italia. La Grecia è una nazione prevalentemente montuosa piacevole da percorrere per chi ama questo tipo di natura. Essendo una grande penisola ha anche coste frastagliate, insenature, cale, spiaggette, porticcioli, e questo, quindi, è piacevole per chi ama il mare. Le pianure sono ricche di uliveti, agrumeti, mandorli, melograni e campi di cotone. Abbiamo molto apprezzato questo giro della Grecia sia per la natura, per la cultura, per il clima e per i buoni ristorantini. Il viaggiare in gruppo, stare insieme per molto tempo, sottostare a regole e rispettare un programma sono condizioni che, a volte, possono far nascere delle incomprensioni e tensioni che sono superate con la buona volontà. Comunque questi viaggi creano amicizie e ricordi che durano nel tempo e fanno rievocare, con nostalgia, i momenti vissuti insieme. |