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Riflessione sulle Aree attrezzate in ITALIA
di Fiore Candelmo
In tempi come questi che attraversiamo, la sicurezza non è certamente
un aspetto secondario del nostro vivere in plein air. Mettere sulla strada
una famiglia, in mezzi costosi e accessoriati, che possono diventare appetitosi
bersagli di malviventi, non rende certo incentivato il viaggiare in libertà.
C'è chi non sarà d'accordo, abituato a sostare da solo in aree
non protette, oppure perchè animato da inossidabile spirito di avventura.
Ma penso che, quando si pianifica un itinerario, la sicurezza debba essere
prioritaria. Ma non solo: sapere se un determinato servizio esiste o no sul
nostro percorso, se un camper service è disponibile anche per il nautico
piuttosto che solo per il wc a cassetta, consente di scegliere e adeguare
con tranquillità il percorso.
Ciò oggi non è possibile. Le informazioni che si hanno sulle
aree di sosta in Italia (e non sui campeggi, che restano l'unica alternativa,
quando presenti, per ottenere servizi e sicurezza) sono confuse e poco dettagliate.
Portolani, guide e quant'altro accomunano in un unico giazzabuglio un elenco
non aggiornato e poco utile.
Queste ultime ferie 2005 sono state trascorse in Italia e, di proposito,
sono state dedicate anche a vedere lo stato attuale delle aree attrezzate.
Da questo viaggio si torna contenti dell'Italia che è sempre un bel
paese, ma anche con la necessità di aprire un dibattito sulla realtà
delle aree di sosta in Italia perchè, sotto questa dizione, sono
accomunate strutture troppo e profondamente differenti le une dalle altre
!
Il nostro giro ha compreso Toscana, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Emilia,
Marche. E la situazione è molto composita.
Se per es. ad Orvieto c'è una bella struttura, dotata di servizi
igienici, sorveglianza, recinzione, quasi un campeggio specializzato per camper,
la situazione a Siena è deludente: un mega parcheggio costoso (20€
per 24 h), condiviso con pulman gran turismo, posizionato in un'area che
divide due strade ad elevato scorrimento di traffico! A Torino dei semplici
parcheggi, anche malfamati, oppure che non esistono più (corso Lepanto)
hanno tutte la nobilitazione di area attrezzata, per il semplice fatto di
avere acqua e pozzetto !
Questo non rende giustizia a chi si impegna per tenere strutture ad
un certo livello e non informa adeguatamente il camperista che si reca
per la prima volta in una città di cui conosce le potenzialità
ricettive per i nostri mezzi solo dalla letteratura disponibile.
Si rende quindi necessario modificare la classificazione delle aree e vorrei
proporre quanto segue:
Si definisce area attrezzata (AA) una
superficie destinata, anche in via non esclusiva, alla sosta diurna e notturna
di veicoli ricreazionali, dotata almeno di carico acqua e pozzetto di scarico
posizionato sulla pavimentazione stradale,
adatto quindi a scarichi di wc nautici o a cassetta.
Se l'area non consente la sosta notturna essa è solo un camper service
(CS),
se consente il pernottamento ma non ha i servizi minimi è un punto
sosta (PS).
A tale livello base
minimo, fa seguito, in ordine di importanza:
AAP: dotata anche
di sorveglianza-protezione notturna
AAR: dotata di recinzione
perimetrale significativa (inferriata)
AARP: in cui si associano
sorveglianza e recinzione come sopra
Tale nomenclatura
viene perfezionata con una B se sono presenti bagni, con una D se sono presenti
docce, con una C se è disponibile la corrente 220 volt (gratuita o
a pagamento).
Così, per esempio, l'area di
Orvieto diventa non più AA ma AARBDC: area attrezzata, recintata e
protetta, con bagni, docce e corrente! Ben differente da Siena che resta
AA!
Questa
proposta dovrebbe divenire uno standard europeo, e le organizzazione di
camperisti e campeggiatori dovrebbero caldeggiare una classificazione più
accurata, come questa che va in tal senso. Ciò garantirebbe tutte
le componenti del movimento camperistico, spronando a fare di più
tutti coloro che potrebbero essere declassati in tali nuova nomenclatura
e soprattutto fornendo molte più informazioni a chi viaggia per l'Europa
sullo stato reale delle aree disponibili. Il fatto che in Italia non si abbia
ancora a disposizione un volume con tutte queste informazioni la dice lunga
su come si sia arretrati su un argomento della massima importanza come questo.
E' indubbiamente un duro lavoro, ma penso che ne valga la pena. Su questo sito troverete le notizie che i
nostri soci ci forniranno a proposito delle aree attrezzate (ribadiamo, non
campeggi quindi) italiane ed europee.
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