Tour della Sardegna 2003

Tour della Sardegna

(13.06----06.07.2003)

Dopo alcuni anni da noi dedicati a medi e lunghi viaggi attraverso l’Europa affiora la malinconia per una delle regioni, che in passato abbiamo maggiormente frequentato, la Sardegna.

Amici c’informano che parteciperanno proprio al giro di questa regione organizzato dal camper Club Traiano, la cosa c’incuriosisce, quindi richiediamo il programma, e dopo un’attenta lettura lo giudichiamo molto interessante. Siamo quasi fuori tempo massimo ma, il gentilissimo Michele Arancio, Presidente del Club, c’inserirà ugualmente nel gruppo.

Il tour ci porterà a visitare e conoscere luoghi archeologici, borghi minerari, nuraghi, parchi e oasi naturalistiche e le bellezze naturali che solo questa regione può offrire.

Avrà inizio il 13 giugno da Olbia per terminare il 6 luglio sempre dalla stessa località.

Puntualmente il mattino del 13 c’imbarchiamo a Piombino dopo poco tempo avvistiamo l’isola d’Elba successivamente quella di Montecristo, e dopo una piacevole traversata fotografiamo la Tavolara e sbarchiamo ad Olbia. Solite operazioni di sbarco, mettiamo in azione i C.B. raggruppiamo i quindici camper e velocemente arriviamo a Palau, sistemazione al camping Acapulco, punto di carico e scarico comodo ed efficiente, siamo proprio di fronte all’arcipelago della Maddalena, sullo sfondo, la giornata è stata splendida, sarà fortunatamente cosi per tutta la durata della vacanza.

14.06

Al primo giorno il programma, prevede il giro in motonave dell’Arcipelago della Maddalena, noi ci siamo già stati altre volte in passato, decidiamo quindi di non partecipare ma, dedicare la giornata alla visita, di Palau, in tutta tranquillità.Negozietti d’artigianato sono scrupolosamente visitati da Anna. Al ritorno della mini crociera, i commenti dei nostri compagni, sono entusiastici, non avevamo il minimo dubbio

15.06

Nella mattinata a piccoli gruppi partiamo per, Capo d’Orso, li giunti, ci tocca una scarpinata ma infine possiamo goderci lo splendido panorama, partono anche le prime raffiche di fotografie, All’ingresso della cittadina di S.Teresa di Gallura, scopriamo un’area di sosta con carico e scarico, che permette di allocare il camper e fare una passeggiata e la visita del centro. Proseguiamo per Capo Testa dove con un pò di fortuna riusciamo a parcheggiare i mezzi e pranzare godendo un panorama invidiabile.La gran distesa di rocce di straordinarie dimensioni, modellate da acqua e vento nel corso di vari millenni, l’erosione ha dato a queste rocce granitiche forme e fogge assai strane creando cosi figure dai contorni affatto bizzarri, qui una scimmia, la un cammello, oppure un elefante, un fungo, un dinosauro, un cane, tutto questo è capo Testa. Si riparte e percorsi una decina di km in località Cala Vallalta ci godiamo il primo bagno in acqua cristallina.Vedremo in seguito l’Isola Rossa, la tentazione è forte e ci ritufferemo.Al termine della giornata parcheggiamo nel piazzale antistante il centro sportivo di Castelsardo per il pernottamento, facciamo in tempo di visitare un negozio d’artigianato Sardo e consumare una gustosa cenetta, ristorante sul lungomare. 

16.06

La nostra destinazione è il Santuario prenuragico Monte d’Accordi, situato a pochi km. a sud di Sassari, sulla 131, i resti risalgono a 4500 anni a.C., in una fase successiva, e sono i resti che vediamo oggi, sull'area del precedente insediamento, si sviluppò un villaggio di maggiore estensione, costituito da capanne quadrangolari incentrate su un’area sacra. Questa era caratterizzata dalla presenza di simbologie di tipo megalitico quali un menhir alto m. 4,70, due tavole sacrificali ed una stele femminile, mentre a breve distanza erano situati altri due menhir. Arriviamo poi in località Argentiera una baia pressoché abbandonata, vi era negli anni passati una miniera, alcuni cenni di recenti lavori, fanno pensare ad un tentativo di ristrutturazione, facciamo il solito bagno e pranziamo sotto ad un infuocato sole ma, per fortuna una forte ventilazione rende il tutto molto gradevole. Nel pomeriggio la nostra meta è Stintino, ci fermeremo in zona Saline dove ampi parcheggi accolgono senza problemi i nostri mezzi e, sino al tardo pomeriggio crogioliamo sulla bianchissima sabbia. Il gruppo si ricompone nell’accogliente area di sosta a Platamona completa d’ogni servizio, nelle vicinanze di Porto Torres.

17.06

Mattinata di tutto riposo, spiaggia, spesa, ripristino camper, nel tardo pomeriggio la colonna si dirige verso Osilo, paesino situato a 673m. sul livello del mare, siamo accolti da una coppia di camperisti conosciuti da Michele in precedenti raduni, resisi disponibili per farci conoscere e visitare le caratteristiche del loro paese tra cui una fabbrica di dolci e una di tessiture per concludere con i resti del castello situato in posizione invidiabile. Nel frattempo la vulcanica Rosetta, moglie di Michele, prepara una spaghettata per più di trenta persone e la tavolata improvvisata, sul piazzale che ci ospiterà per la notte diventa uno scambio d’assaggi di quasi tutte le regioni italiane, visto che la temperatura si rinfresca perché non provare per chiudere con un buon “vin brulé” che Anna preparerà per tutti. 

18.06

Ci svegliamo con una sorpresa, la nebbia, assaporiamo un paesaggio dolomitico, per nostra fortuna tutto svanisce prima che la carovana si metta in movimento, attraversiamo lo strettissimo paese di Plaghe e ci fermiamo per la visita della Basilica della Santissima Trinità di Saccargia, chiesa romanica-pisana tra le più famose della Sardegna, consacrata nel 1116.  Il gruppo si fermerà per una breve visita a Sassari, mentre chi vi è gia stato può proseguire direttamente per il campeggio, il Calik ad Alghero buono, il punto Camper service, è collegato alla città dal pullman che prenderemo per una passeggiata nel grazioso centro pedonale pieno di negozietti  e ristorantini, in fine degusteremo una paella, ristorante sul bastione, contemplando un tramonto mozzafiato. 

19.06

Un pulman G.T. con tanto di guida ci attende per una visita al monastero di S.Pietro di Sorres, un frate c’illustrerà la storia e ci condurrà alla sua visita., proseguiamo per il nuraghe di S.Antine, di Torralba (SS), il Nuraghe e sicuramente tra i più maestosi ha una planimetria trilobata, in altre parole costituita da tre torri raccordate da un bastione di forma triangolare che circonda una torre centrale il tutto datato almeno XVI° sec. a.C. i primi importanti scavi risalgono agli anni 30, mentre negli anni 60 sono state portate alla luce le strutture del villaggio e sono stati eseguiti massicci interventi di restauro.Ci concederemo un pranzetto in un agriturismo a base dei prodotti tipicamente regionali, la gita termina con la visita alla necropoli di S.Andrea Priu.  Ritorno al campeggio, un’efficace rinfrescata a partenza per Alghero per assistere alla sfilata dei Mammutones, e gruppi di cantori che si esibiscono per festeggiare l’inizio dell’estate. 

20.06

Ci spostiamo ad Alghero con il solito autobus, e ci rechiamo al porto, oggi è in programma la navigazione su Capo Caccia, e se il mare lo permetterà visiteremo la grotta di Nettuno, lasciamo il porto doppiamo Punta del Giglio e Capo Caccia ma, come siamo in mare aperto s’intuisce che nella grotta non sbarcheremo, le onde sono subito proibitive, pazienza, approdiamo a cala Calcina, al porto di Tramariglio, fotografiamo il faro di Torre Nuova e dopo un pur sempre apprezzato bagno si fa ritorno ad Alghero.  Nel primo pomeriggio andiamo a visitare le cantine della casa vinicola Sella&Mosca la più importante di tutta la regione, che si trova a pochi km. da Alghero su un area di 600 ettari, porteremo con noi tangibili “referti”. Sulla strada del ritorno visitiamo la necropoli Anghelu Ruju.Dopo cena un’ulteriore passeggiata per Alghero completerà la giornata ma, rientrati in campeggio una bella spaghettata inizierà nel migliore dei modi il giorno appena nato.  

21.06

Il gruppo si dirige verso Bosa lungo la spettacolare strada che costeggia il lato Occidentale dell’Isola, la cittadina sorge alla foce del fiume Temo, breve sosta, ripartenza con destinazione Macomer, e in rigorosa fila procediamo per Orgosolo, dove arriviamo nel pomeriggio inoltrato, parcheggiati i mezzi in pieno centro, mettendo a dura prova i pazienti vigili urbani, visitiamo gli innumerevoli Murale, ci soffermiamo sui recentissimi, si  riferiscono già all’undici settembre e all’attacco all’Iraq. Ci spostiamo per la notte nell’agriturismo, “Ai monti del Gennargentu”, ovviamente n’approfittiamo per una cenetta. 

22.06

Quattro fuoristrada ci trasporteranno per un giro spettacolare nella foresta del Montes toccando vari siti, la sorgente Funtana Bona, Monte Novu S.Giovanni 1316m.Da qui si gode uno spettacolo mozzafiato, tanto che sosta un punto d’osservazione antifuoco, fermata agli ovili di Su Vadu e Seni, località Toreddu, dove un infinito cratere inghiotte senza segnalare il termine della caduta delle pietre lanciate dalle nostre guide, il giro terminerà con uno squisito quanto folclorico pranzo servito in mezzo agli ulivi su piatti di legno, agnellone, porceddu, meringa, filuferru.Nel tardo pomeriggio ci trasferiamo sulla costa orientale e facciamo tappa nell’area sosta di S.Maria Navarrese, completa d’ogni servizio, sul mare.  

23.06

Ozieremo per l’intera giornata, godendoci spiaggia e mare, indimenticabili.

24.06

Ore settetrenta  pronti per la partenza del pulmino che ci trasferisce alla stazione di Tortoli, da qui il Trenino Verde della Sardegna inizia la sua corsa, vedremo la stazioncina d’Elini proprio al centro del paese, e da qui comincia a salire notevolmente e attraverso un curioso giro delle montagne (Pitzu’e Cuccu) entra in Lanusei, mentre le prossime stazioni d’Arzana e Villagrande sono distanti dai rispettivi paesi, costeggiamo infine il lago Alto, vediamo il fiume Flumendosa tra tutta una serie di gallerie, e all’improvviso ancora una stazione, siamo a Gairo, attraversiamo in ambiente lunare la vallata di Taquisara, e ancora una stazione lontana dal suo paese Ussassai, scendiamo, ci troviamo soli con le rotaie, sembra di rivivere un film del Far West, c’incamminiamo lungo la strada ferrata mentre il nostro treno prosegue la sua corsa, pochi metri e una casa di ristoro spunta dalla vegetazione il ristorantino si chiama “Niala”, il porceddu e già in fase di cottura, una giovane guida ci condurrà per un lungo giro nella foresta di Montàrbu, belle e fresce cascatelle, lecci centenari, tracce di cinghiali, rientriamo quindi tutti a tavola, una bella cantata mescolando le canzoni regionali di tutta Italia conclude nel migliore dei modi questa meravigliosa esperienza. Lo stesso e puntuale treno ci riporta a Tortolì. 

25.06

Ancora una levata di buon ora e tutti a bordo della nave che ci farà ammirare, Capo di M.Santo, Portu Caudu, Cala Goloritze, Cala Mariolu, Cala Sisine, Cala Luna per terminare con la visita alla grotta del Bue Marino, nome che comunemente si dava alla foche monache abituate a trovare rifugio da queste parti, le grotte si sviluppano per vari km.In due rami, oggi è visitabile quello che si sviluppa verso sud.Incontriamo laghetti color smeraldo nei quali si specchiano pareti ricche d’alabastro, sale immense impreziosite da magici giochi d’acqua, accompagnano verso le viscere della montagna dove il mare s’incontra con le acque cristalline di un fiume sotterraneo. Al ritorno della navigazione faremo tappa nelle varie cale sia per il pranzo sia per bagnetti refrigeranti. Un susseguirsi di rocce a strapiombo e calette bianchissime la maggior parte delle quali raggiungibili solo dal mare, ci accompagna per tutto il percorso.Per finire un’altra indimenticabile giornata la solita instancabile Rosetta ci prepara una pastasciutta, questa volta al pesto trapanese, anche questa da non dimenticare. 

26.06

Dopo due levatacce, una mattinata di riposo, e nel pomeriggio breve tragitto per scoprire una nuova area di sosta, di recentissima apertura a pochi km a sud di Arbatax, località Bari Sardo, ombreggiata da alti Eucaliptus si affaccia su una spiaggia bianchissima la baia è protetta da rocce di color rossastro.

27.06

Lasciata in tutta calma anche questa località, il prossimo obiettivo e Villasimius, percorrendo la 125 n’approfitteremo per, ripristinare il livello cambusa, e andiamo quindi a goderci la pace di Capo Ferrato, solo quando il sole non ferisce più decidiamo di raggiungere il campeggio, solite procedure di piazzamento e via con una grigliata di pesce appena acquistato, serata di intrattenimento cosi la mamma si scatena in pista, da ballo naturalmente. 

28.06

Percorriamo lentamente la panoramica strada costiera verso Cagliari, e imbocchiamo la 131 che ci condurrà a Barumini, ennesimo “incontro” al ristorante “La Lolla”.

29.06

Siamo a due passi dal complesso nuragico di Barumini, sito iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, al 1470 – 1070 a.C. si fa risalire il nucleo centrale della fortezza di Barumini e dell’intero insediamento.Del mastro centrale, costituito da un torrione tronco conico alto circa 20m. restano due piani dei tre originari. Una scala elicoidale collega i vani interni ricoperti da una volta a “Tholos” ottenuta disponendo la pietre a cerchi sempre più piccoli. Varie ipotesi sono attribuite alla sua funzione.Sullo sfondo della vallata il curioso castello del XII secolo La Plassas appoggiato su un perfetto cono naturale. Ritorniamo verso Cagliari, una parte si ferma e, visiterà la città, altri anticipano l’arrivo nell’area di sosta di Chia, operazioni di carico&scarico a orari, divisa dal mare da uno stagno dove soggiornano uno stormo di Fenicotteri rosa. 

30.06

Giornata dedicata al mare

01.07

Le dune di Porto Pino nell’Iglesiente, sono la prima tappa del diciannovesimo giorno del tour; in antico isola calcarea, saldata infine alla terra ferma dagli accumuli sabbiosi la bianca lingua sabbiosa si estende tutta fra due caratteristici stagni, quello di Maestrale a nord, quello di Brebeis a meridione. Nella fresca pineta di Peschiera di Ba Cerbus pochi km prima di Portoscuso, da dove c’imbarcheremo per raggiungere l’isola di S.Pietro, ci fermiamo per una pausa, un’efficace ventilazione e un silenzio irreale non ci farebbe più abbandonare questo sito.

02.07

Per le strette stradine di S.Pietro andiamo alla Caletta, a Capo Sandalo, a Cala Fico la Punta Tonnara, non essendo ancora proprio periodo di grande affollamento tutte località molto accessibili con i nostri mezzi. Nel pomeriggio ci riportiamo sul suolo dell’isola maggiore e percorrendo la stretta e tortuosa ma affascinante strada costiera arriviamo a Buggerru, non prima di aver scattato fotografie alle varie baie e allo scoglio detto Pan di Zucchero.

03.07

La confortevole area di sosta posta in posizione strategica sul mare ci accoglierà per l’intera giornata, visiteremo la cittadina e godremo dell’immancabile bella spiaggia e mare sempre invitante

04.07

La statale 126 ci condurrà a Arbus, subito dopo attraversiamo Guspini per raggiungere la chiesa Romanica di S.Giusta alle porte di Oristano, nelle immediate vicinanze si trova un parcheggio ombreggiato per la solita sosta pranzo e dopo pranzo, si riparte per la visita del Sinis, ci spingiamo a Punta is Arutas, incantevole, a Putzu Idu altrettanto spettacolare anche se più frequentata della precedente, andremo infine a cercare tranquillità, (domani è sabato) e fresco al campeggio di S.Caterina di Pitturi. Fornito di Camper service.

05.07

Alle ore 9, visitiamo: THARROS , citta' fondata dai Fenici, uno dei siti archeologici tra i più importanti del mediterraneo. Tra le rovine si evidenziano le strade, il serbatoio per l'acqua, le piccole e grandi ferme, abitazioni e negozi, una chiesa protocristiana, vari templi punici e romani. 

06.07

La nostra meta è il sito Archeologico S.Cristina dove potremo visitare e meglio conoscere la storia dell’Osservatorio “astronomico” in fondo al pozzo, risalente al (I millennio a.C.) di Santa Cristina di Paulilatino, in provincia di Oristano, il sito si trova praticamente sulla 131 verso Nuoro. La struttura funzionava da osservatorio per la massima declinazione della Luna alla fine di dicembre e all’inizio di gennaio, quando si specchiava nell’acqua in fondo al pozzo. Negli equinozi di primavera e d’autunno il Sole illuminava la scalinata fino ad arrivare allo specchio d’acqua. In pratica si tratta di un pozzo, scavato in verticale e una scalinata che si unisce con una specifica inclinazione, in fondo al pozzo stesso. Siamo incuriositi da ciò che il gran lago artificiale Omodeo, creato dallo sbarramento del fiume Tirso ha sommerso e, la ci dirigiamo, nel paesino di Zuri, una gentilissima signora ci racconta che la Chiesa di S. ……nel 1922 in soli tre anni è stata completamente smontata e trasportata a monte e li rimontata dove si trova tuttora insieme alle poche case dei proprietari che hanno accettato di rimanere a testimonianza del paese sommerso.Decidiamo di cenare e pernottare nell’Agriturismo sulle alture di Nuoro, dinnanzi a noi Orgosolo e la catena del Supramonte.

07.07

Gli ultimi bagni nella cala di Budoni, nell’attesa dell’imbarco per questa sera, sono una tangibile promessa di un arrivederci a prestissimo.No